Parma Domani Forse

letture da meditazione

un acronimo per qualificarci. Per definirci di volta in volta come il momento o le situazioni suggeriscono. Pidieffe come Pdf, appunto, testo da scaricare, conservare e magari stampare. Ma anche come Punto Di Riferimentoo Parma del Futuro. O semplicemente Parma Da Fare. Per la prima uscita abbiamo però scelto Parma Domani Forse*. Perché rispecchia il nostro tempo, le incertezze, i rischi, le paure che lo agitano. Siamo infatti nel pieno di una Grande Transizione, che procede velocissima e distruttiva. Più che un fine epoca sembra un fine era. La tecnologia è il motore di questa impetuosa trasformazione che investe persone e cose, modelli di comportamento e relazioni sociali. Insomma uno tsunami che ovviamente non ha risparmiato la nostra città e che chiama tutti a fare uno sforzo di comprensione e adattamento a questa nuova stravolgente realtà.

 E’ un tempo sfidante, per chi non vuole stare aggrappato al presente. Anche quando questo non è dei migliori e addirittura in non pochi casi pessimo. Noi abbiamo deciso di accettare la sfida. Anzi: le sfide. La prima è quella di ricostituire una comunità cittadina di pensiero. Chiamando a raccolta la meglio intellettualità: scrittori, giornalisti, fotografi, video maker, comunicatori ai quali chiedere di raccontare la città. In modi originali, stimolanti, inconsueti. Critici e anche polemici quando serve. Ma sempre intellettualmente onesti e tesi – come si diceva una volta-  ad aprire dibattiti, accendere discussioni, avanzare proposte. Insomma rianimare una città che da un po’ d’anni è in sonno e in grande deficit di innovazione

La seconda, visto che il progetto è stato sviluppato nell’ambito del master in Web communication e social media dell’Università di Parma e coinvolge numerosi insegnanti del Corso di Giornalismo e cultura editoriale dello stesso ateneo, è dare vita e lavorare su un modello di informazione che rivaluti lo scrivere (anche per immagini) come professione. Cosa questa che l’avvento dei social media, con in testa Facebook e YouTube, ha quasi completamente azzerato. Tutti opinionisti, giornalisti, scrittori, fotografi, registi che lavorano per la gloria ( ipotetica) e perché “ fa curriculum” mentre Zuckerberg e compagnia varia di web-oligarchi fanno i miliardi. Questo “capitalismo parassitario” – come lo ha felicemente definito il giornalista Franklin Foer – è un’assoluta invenzione del web e del processo di disintermediazione da esso originato e che attualmente è in pieno corso.

Pagare i collaboratori, facendo pagare i lettori è di conseguenza la terza sfida. Molto difficile, perché il pubblico è stato abituato a non pagare e a scaricare gratuitamente notizie, foto, video, immagini, pagine di libri e contenuti culturali in genere. Ma crediamo che valga la pena provarci, per due ragioni fondamentali: che le cose che si pagano (anche poco) valgono molto più di quelle gratis e che è di gran lunga meglio avere 100 lettori attenti e partecipi che non 1.000 like e  tanti commenti e condivisioni. Contro la volatilità e impermanenza delle “letture” social e l’opinionismo degli  influencer ( della domenica), andremo in cerca e solleciteremo l’attenzione e  concentrazione del lettore.

Pidieffe sarà una magazine a pagamento perché produrrà contenuti di qualità. Non ospiterà pubblicità, ma chiederà anche di essere sostenuto con donazioni liberali. Aziende e associazioni d’imprese e culturali sono dunque i nostri primi interlocutori. A loro chiediamo di aiutare concretamente un progetto che intende dinamizzare il territorio in cui operano. Il nostro. Essendo noto e comprovato che una comunità colta, evoluta, consapevole è una ricchezza per tutti.

Due ultime annotazioni. Pidieffe è un mensile, nel senso che in quest’arco di tempo, indicativamente offrirà il ricambio totale degli articoli e della home page. Ma anche un settimanale ( per il ritmo col quale verranno pubblicati 2/3 articoli nuovi) e un (quasi) quotidiano (attraverso l’uso di Twitter quale “ agenzia stampa cittadina”). Ma avremo anche un Pidieffe parallelo: le Instagram storiescurate da un gruppo di giovani liceali e “ vietate ai maggiori di 18 anni”.

Come ogni avvio siamo più che pronti a ricevere, critiche, consigli, suggerimenti, proposte. Anzi: ci contiamo !

Ps. Se  volete declinare diversamente PDF, qualche che sia la vostra traduzione, molto volentieri la condivideremo.