Emergenza climatica

Parma è assolutamente impreparata e i disastri annunciati

Il cambiamento climatico in consiglio comunale
Parmigiani sappiatevi regolare!

Il motto del conoscitore atmosferico Amelio Zambrelli da Tizzano è di particolare attualità.

Il “sappiatevi regolare” con cui Zambrelli chiudeva i suoi bollettini sul tempo atmosferico pubblicati dalla Gazzetta sarebbe oggi da estendere agli scenari climatici proiettati al 2030, 2050 e fine secolo, basati sull’aumento, per ora incontrollato, della concentrazione della CO2 in atmosfera.

Sappiamo che queste proiezioni sono angoscianti e tuttavia, visto che i toni allarmistici di gran parte della comunicazione sembrano non coinvolgere più di tanto larga parte dei cittadini, continuiamo a scriverne con il sorriso sulle labbra.

La corsa alla dichiarazione dello stato di emergenza climatica

Per definizione, la dichiarazione dello stato di emergenza è un atto che impegna le amministrazioni ad adottare misure per ridurre in tempi certi le emissioni climalteranti fino a zero. Fra gli stati che hanno dichiarato lo stato di emergenza climatica sono l’Irlanda, i governi del Regno Unito, la Francia e la Germania, fra le regioni italiane Liguria, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, fra le città del nord Italia, Genova, Torino, Milano, Ravenna, Parma.

I negazionisti sono definitivamente sconfitti,
ora servono nuove parole per comunicare il cambiamento climatico

Su spinta del Guardian gli scienziati e i comunicatori più attenti hanno deciso di abbandonare il termine cambiamento climatico, inadeguato a descrivere un fenomeno potenzialmente catastrofico per l’umanità. Per una comunicazione che intenda coniugare precisione e scientificità è giunto il momento di usare solo le espressioni emergenza climatica e crisi climatica. Quando poi si dovesse riferire ad un definitivo crollo delle funzionalità espresse dagli ecosistemi occorrerà usare il termine collasso climatico.

Parma, la discussione irrompe in Consiglio comunale

Alle ore 20.45 si passa ai voti: presenti/votanti 26, favorevoli 23, astenuti 3; è l’esito della votazione sul sedicesimo, penultimo punto, all’OdG del consiglio comunale di Parma del 22 luglio 2019, una mozione avente per oggetto: Stato di emergenza climatica e ambientale.
Il testo è presentato da uno dei firmatari, il consigliere Lorenzo Lavagetto (Partito Democratico) che inizia con una premessa: “la mozione deriva da un’iniziativa fatta dal comune di Milano, dove è stata assunta con gli onori della cronaca… Letto che era avvenuto questo ho chiesto che la potessimo applicare anche noi a Parma e acquisito una bozza del testo, poi relazionata alla situazione locale”… Come adeguatezza al problema affrontato non c’è male!
Si arriva poi alla lettura degli impegni previsti dalla mozione che riguardano:
il Sindaco, a riconoscere pubblicamente l’esistenza dello stato di emergenza climatica e ambientale;
la Giunta, a predisporre in sei mesi un piano urgente e credibile per ridurre le emissioni, introdurre le energie rinnovabili, incentivare il risparmio energetico nei diversi settori e a predisporre con analoga urgenza un piano di adattamento locale;
Sindaco, Giunta e Consiglio a intensificare il coinvolgimento attivo dei cittadini, a collaborare con le istituzioni a livello nazionale, regionale e locale per la realizzazione di piani di mitigazione e adattamento e a farsi parte attiva presso il Governo.

Interviene per primo il Sindaco Federico Pizzarotti (Effetto Parma) che subito avvisa “Intervengo all’inizio, poi vado a finire una cosa, poi rientro in aula”. Precisa poi che a Parma
molto è già stato fatto sui diversi Piani comunali, es. energia sostenibile (PAES), e che al netto di ogni altra azione spettante al Comune, restano solo da applicare nuove limitazioni (es. al traffico privato), sulle quali le rappresentanze consigliari dovrebbero poi mantenere atteggiamenti coerenti.

Segue la consigliera Roberta Roberti (Gruppo misto), una dei proponenti, che chiarisce essere la mozione “una dichiarazione d’intenti”. Ahia! Però subito si riprende, annunciando il suo personale impegno a essere di stimolo per l’amministrazione, a coerentemente votare interventi che vadano nella direzione giusta e a non introdurre misure che risultino penalizzanti per i cittadini meno abbienti.
A questo punto il Presidente Alessandro Tassi Carboni sembra soddisfatto del dibattito e ipotizza passare alle dichiarazioni di voto. Suo malgrado, la parola viene chiesta dai consiglieri Caterina Bonetti (Partito Democratico), Ferdinando De Maria (Effetto Parma) e Elisabetta Quaranta (Effetto Parma).
Sempre con il presidente che fa capolino nel dibattito per chiedere se si può passare alle dichiarazioni di voto e dice al Sindaco, nel frattempo riaffacciatosi desideroso di intervenire, che lui ha già parlato, si registrano ancora un paio di interventi che si chiudono con una richiesta rivolta dai banchi della maggioranza alla Lega Nord di esprimere pubblicamente la sua posizione. Nessuna risposta. Con sollievo del Presidente si passa alle dichiarazioni. Intervengono soli i gruppi consigliari Misto di Roberta Roberti, del Partito Democratico e di Effetto Parma.

So what? Per brevità solo due cenni

Il nostro paese brilla di buoni propositi, di dichiarazioni d’intenti come è stato detto in Consiglio. Per non parlare di Europa, lo Stato e le Regioni hanno approvato una miriade di documenti, linee guida, strategie, piani e quant’altro in tema di cambiamento climatico. C’è un solo problema. Nessun piano è apprezzabilmente finanziato.
Pur rinunciando a produrne un elenco, risulta illuminante la citazione della Deliberazione Assembleare 187 del 20 dicembre 2018 della Regione Emilia-Romagna “Strategia di mitigazione e adattamento per i cambiamenti climatici della regione Emilia-Romagna”. Con anni di ritardo siamo all’approvazione di una semplice Strategia e non di Piani con in testa dei finanziamenti!
Cerchiamo tuttavia di non perdere il sorriso. Contrariamente al Ministero dell’Ambiente, che ormai da due anni ha fermo nel cassetto un Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, completo delle osservazioni di tutti i portatori di interesse, la strategia regionale può essere fonte di ispirazione per gli Amministratori locali, che nel nostro caso ne sono probabilmente a digiuno visto che non è mai stata citata nel dibattito consigliare.
Di fronte a questo quadro potrebbe essere il caso di ripartire da capo. Potremmo anche chiederci se, come per la presentazione della candidatura di Parma a Capitale Verde Europea 2022, non sia il caso di chiamare a raccolta nella sala consigliare i portatori di interesse e le tante intelligenze di Parma per una presa di responsabilità collettiva sulla crisi climatica in atto.  

Renzo Valloni